I second vin della Costa Toscana

Articolo pubblicato sulla rivista Toscana Sommelier N. 35 di luglio 2017

La ricerca competitiva di livelli qualitativi sempre più elevati fa esplodere a Bordeaux negli anni ’80 il fenomeno del second vin. Ogni Château opera un’estrema selezione delle partite di vino più qualificate di un’annata per assemblare quella che diventerà l’etichetta rappresentativa dell’azienda; tutto il vino che non serve alla produzione del grand vin resta a disposizione per la realizzazione di una seconda etichetta, con un nome diverso e soprattutto con un prezzo più basso. Peculiarità di questa differenziazione nel bordolese non è l’esaltazione delle specificità territoriali, non affiora qui il concetto di cru o terroir, ma è puramente dettata da scopi commerciali, da una segmentazione sistematica del prodotto per fasce di mercato.

Il nuovo stile enoico che si afferma sulla costa toscana, a Bolgheri prima di tutti, è debitore nei confronti della regione francese non solo della scelta dei vitigni, ma anche di una filosofia produttiva o almeno commerciale, adottando la stessa articolazione dell’offerta: dietro un vino portabandiera, ci sono altre etichette che danno un’idea del potenziale dell’azienda a un prezzo più competitivo, che incontra una fascia più larga di consumatori.

È una generalizzazione drastica quella che stiamo facendo, preambolo solo di un inquadramento concettuale di marketing del vino, in realtà l’esperienza enologica dei protagonisti vecchi e nuovi della costa toscana è più complessa e vede sopravvivere la tradizione del sangiovese a tendenze anche diverse, ognuna sviluppata con proprie idee e vocazioni, ma col denominatore comune del clima mediterraneo di questo territorio.

Il paragone con l’Haut Médoc, che è ovvio nel caso delle aziende bolgheresi, si applica nella nostra selezione anche ad altre realtà, come Castello del Terriccio e Podere la Regola a Riparbella: se il Tassinaia è un bilanciamento perfetto di merlot e cabernet sauvignon come molti Bordeaux Superieur, Il Vallino punta tutto sul cabernet sauvignon con percentuali tali sono in alcuni comuni della Left bank; s’ispira infine alla riva opposta della Gironda Tenuta di Biserno di Bibbona che privilegia l’elegante cabernet franc all’impetuoso cabernet sauvignon come in molti grandi St. Émilion.

Sono scelte diverse quelle di chi invece differenzia la gamma produttiva con vini totalmente diversi: non si può parlare di second vin per il Poggio Valente della Fattoria Le Pupille, ma neanche per il Pergolaia di Caiarossa: entrambe queste aziende con storie e filosofie produttive molto lontane affiancano a un vino prodotto con vitigni internazionali un altro che esalta il sangiovese che in Toscana, anche sulla costa, c’è sempre stato e ne rappresenta la storia più autentica.

Ancora diversa è la scelta di coloro che differenziano i vini in base all’adozione di vitigni distinti, dando vita a una varietà di etichette che risponde a gusti diversi e difficilmente collocabili su una scala gerarchica se non per mere questioni di listino. È questo il caso della sperimentazione dell’azienda Duemani con il Suisassi, tutto syrah, quando il primo vino (primo per prezzo) è invece un cabernet franc in purezza. Stesso discorso vale per l’azienda di Capalbio Monteverro, il cui vino di punta è di stampo nettamente bordolese mentre guarda al Rodano meridionale il Tinata che unisce syrah e grenache.

Nella degustazione che abbiamo fatto, la nostra valutazione non poteva comparare vini con filosofia produttiva così diversa e soprattutto provenienti da annate differenti. Il giudizio è quindi da intendere come valore assoluto e relativo a quella specifica annata. Quella del 2014, lo sappiamo tutti, è stata una vendemmia particolarmente difficile e sofferta dai produttori, che ha visto compiere scelte talvolta anche drastiche di selezione o di revisione. Godono invece di condizioni più favorevoli i vini provenienti da annate che sulla costa si sono rivelate particolarmente favorevoli come la 2013 e la 2015, annata regolare la prima che ha sviluppato equilibrio e ottima maturazione fenolica, più calda la seconda che esalta il carattere mediterraneo dei nostri vini costieri.

Vini degustati:

  • DUEMANI – SUISASSI COSTA TOSCANA ROSSO IGT 2013
  • TENUTA SAN GUIDO – BOLGHERI ROSSO DOC GUIDALBERTO 2015
  • CA’ MARCANDA – PROMIS TOSCANA ROSSO IGT 2015
  • CAIAROSSA – PERGOLAIA TOSCANA ROSSO IGT 2013
  • TENUTA DI BISERNO – IL PINO DEL BISERNO – TOSCANA ROSSO IGT 2014
  • MONTEVERRO – TINATA TOSCANA ROSSO IGT 2013
  • ORNELLAIA – BOLGHERI ROSSO DOC LE SERRE NUOVE DELL’ORNELLAIA 2015
  • PODERE LA REGOLA – VALLINO TOSCANA ROSSO IGT 2014
  • CASTELLO DEL TERRICCIO – TASSINAIA TOSCANA ROSSO IGT 2014
  • FATTORIA LE PUPILLE – POGGIO VALENTE TOSCANA ROSSO IGT 2014