La Nosiola dell’azienda Salvetta

Unica uva bianca autoctona del Trentino, la Nosiola è originaria e diffusa nell’affascinante valle dei Laghi. L’azienda Salvetta di Madruzzo la vinifica nelle due versioni tradizionali: quella secca e quella passita.

Nosiola - Salvetta - Valle dei Laghi

La versione secca prevede una settimana di contatto del mosto con le bucce e dopo la fermentazione il vino continua la maturazione in botti di legno d’acacia. Assaggiando le due vendemmie portate quest’anno al Vinitaly (2015 e 2016) emerge uno stile che esalta l’aromaticità e la naturale morbidezza del vitigno. La tipica nota di nocciola risulta più evidente dopo un anno di bottiglia ed è comunque sempre affiancata da agrumi, nespola e fiori di camomilla al naso. Il vino è saporito, quasi grasso, spicca la vena sapida che bilancia la morbidezza di fondo del sorso. Nel finale si respira l’aroma del finocchietto selvatico che nella bottiglia più evoluta lascia in bocca una piacevole scia balsamica.

Con le uve di nosiola appassite per mesi nelle arele, si ottiene invece il prezioso  Vino Santo trentino, che nell’annata 2009, che ho assaggiato, risulta denso nel bicchiere e ha un colore ambrato è brillante. La concentrazione dovuta all’appassimento e la lunga sosta in legno regalano profumi sgargianti in cui scorrono ordinatamente noce, miele, corbezzola, pesca in confettura, anice stellato, erbe aromatiche. In bocca è coerente nella sua ricchezza aromatica e risulta bilanciato da un carattere salino e balsamico che non ci abbandona facilmente.

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