Rosso di Montalcino, Il 2015 di una DOC intelligente

Articolo pubblicato sulla rivista Sommelier Toscana N. 36 del dicembre 2017

Il riconoscimento della DOC Rosso di Montalcino arrivò nel 1983 e sancì una pratica condivisa da molti produttori di Brunello, che vendevano una parte del vino l’anno successivo alla vendemmia, etichettandolo come vino da tavola, mentre il Brunello continuava il suo lento affinamento in cantina per 4 anni. La nuova DOC insiste sullo stesso territorio del Brunello di Montalcino DOCG e prevede il medesimo uvaggio: ovvero sangiovese 100%. La cosa eccezionale è che il disciplinare ammette esplicitamente che i vigneti iscritti allo schedario viticolo del Brunello di Montalcino possano essere utilizzati per produrre Rosso di Montalcino. Addirittura è consentito il passaggio da Brunello a Rosso persino per il vino già in corso di elaborazione in cantina.

Nel disciplinare il Rosso di Montalcino si differenzia dal suo fratello maggiore in quanto non ha un obbligo di maturazione in legno e può esser messo in commercio 12 mesi dopo la vendemmia con rese minime di 90 quintali di uva per ettaro contro le 80 del Brunello. Nella maggior parte dei casi comunque il Rosso di Montalcino matura per 6-8 mesi in legno ed è imbottigliato dopo 12-15 mesi dalla vendemmia, per essere un vino meno strutturato e immediatamente godibile grazie alla sua fresca espressione fruttata e alla morbidezza dei suoi tannini. Sarebbe sbagliato considerarlo un vino di serie B, visto che la materia prima utilizzata è di prima qualità. Lo dimostrano i numeri: i vigneti iscritti come Rosso di Montalcino sono solo un quarto di quelli iscritti a Brunello (510 vs. 2100 ettari); eppure il numero di bottiglie di Rosso prodotte in un anno è mediamente quasi la metà di quello di bottiglie di Brunello (4,5 contro 9,6 milioni). È pertanto evidente che il Rosso è ottenuto anche da uve di Brunello oppure da vino vinificato per essere Brunello e che solo in cantina viene declassato per farne l’etichetta da far uscire per prima. Di fatto entrambe le pratiche sono diffuse: alcuni produttori destinano le uve delle piante più giovani o delle esposizioni meno fortunate al Rosso, altri decidono solo dopo la fermentazione o addirittura mentre il vino matura in botte quale partita ha le condizioni per essere un Rosso piuttosto che un Brunello.

Una denominazione così definita è stata una mossa intelligente per diverse ragioni. Innanzi tutto risulta di vitale importanza per la sostenibilità economica dell’impresa, che può contare su un prodotto che garantisce un flusso di cassa efficiente in grado di finanziare i costi di produzione del Brunello stesso. Serve altresì ad applicare un concetto di qualità totale al Brunello, permettendo di esaltare al massimo il suo potenziale di magnificenza e longevità, svolgendo lo stesso ruolo dei second vin bordolesi: si pensi al Pavillon Rouge di Château Margaux!

Sul piano commerciale il Rosso completa l’offerta delle aziende di Montalcino con un’etichetta che si colloca sul mercato in un target di prezzo inferiore e gode di più facili occasioni di consumo. Questo fatto dà inoltre la possibilità di targare completamente col nome di Montalcino un intero menù abbinando il Rosso al piatto d’ingresso o primo piatto, il Brunello al secondo di carne e il Moscadello di Montalcino al dessert.

La chiave di lettura dei vini di Montalcino in base al riferimento territoriale deve tener conto di due variabili: l’altimetria dai 150 ai 650 metri slm e la natura del terreno che si alterna fra: argille grigio-azzurre a nord-est, che danno vini di corpo e finezza aromatica; alberese e arenarie a est che danno minor struttura, buona freschezza e tannini longevi; depositi marini sabbiosi e calcarei o alluvionali a sud, dove i vini sono più caldi e potenti, molto fruttati e carnosi; infine sabbie miste ad argille a ovest che regalano equilibrio e sapidità.

L’annata 2015 ha rappresentato un riscatto dopo l’infelice estate 2014, infatti il clima nei mesi estivi è stato particolarmente caldo e asciutto (luglio soprattutto), determinando uve sane e piuttosto concentrate con una resa naturalmente contenuta, senza però registrare situazioni di stress in virtù dell’idratazione provocata da abbondanti piogge invernali. Il sangiovese del 2015 ha dato vini tendenzialmente caldi e avvolgenti con tannini maturi e buona corposità.

I vini assaggiati

SANLORENZO – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Profonda veste rubino. L’olfatto è scandito nelle componenti di amarena sciroppata, fiori appassiti, pepe, mirto, fondo di caffè e un tocco fumé. Al palato tannini pregiati sorreggono il sorso con vigore sfociando in una lunga chiusura minerale.

FULIGNI – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Rubino vivace. Naso articolato e deciso con impatto floreale cui seguono ribes, timo, anice stellato e ruggine. La combinazione di tannini fitti e sapidità determina uno sviluppo progressivo che si protrae con finale di bocca ferroso e agrumato.

SAN POLO – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Rosso rubino compatto. Il naso è fermo su note di ciliegia matura con nuance di sottobosco, ginepro e noce moscata. Ha pienezza di bocca, animata da buona progressione di tannini importanti e scorrevoli.  Lascia una scia di erbe officinali.

CASTELLO ROMITORIO – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Trasparente manto rubino. Ha profumi fragranti di fiori, erbe aromatiche e lampone che evolvono verso ciliegia candita e cannella. L’elegante equilibrio gustativo si basa su gustosa sapidità e tannini morbidi. Persistente chiusura di bergamotto.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Rubino tenue dal riflesso granata. Petali di rosa, terra bagnata e tabacco accompagnano al naso il fruttato di mora. È tendenzialmente morbido pur con tannini integri che danno adeguata dimensione gustativa. Scorza d’arancio nel finale di bocca.

LE CHIUSE – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Trasparente veste rubino. Un profumo intrigate di viola precede il fruttato di ribes rosso, poi evolve con sigaro e un tocco di liquirizia. Ha progressione lineare al palato con tannini morbidi che lasciano emergere la sapidità. Chiude speziato.

FATTORIA DEI BARBI – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Luminosa tonalità rubino tendente al granata. Emana fragranze di petali di rosa e alloro insieme a lampone, chiodi di garofano e pepe bianco. Gusto equilibrato e agile; spiccano freschezza e sapidità che lasciano sensazioni ferrose nel finale.

BOLSIGNANO – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Rubino dal riflesso granata. All’olfatto muschio e tabacco essiccato precedono frutti di bosco e cannella. In bocca è equilibrato, i tannini sono morbidi e lasciano il campo alla vena fresco-sapida che si arricchisce di vibrante espressione fruttata.

AGOSTINA PIERI – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Rubino tenue luminoso. Naso legato al fruttato maturo di amarena e fragola, quindi viola e vaniglia. In bocca è morbido, il calore accompagna tutto il percorso gustativo e i tannini sono completamente svolti. Ciliegia sotto spirito in chiusura.

CAPARZO – ROSSO DI MONTALCINO DOCG 2015

Trasparente rubino con sfumatura granata. Al naso evoca una caramella di frutta, la marmellata di arancia e foglie di menta. Il gusto è equilibrato e procede agilmente salvo incontrare tannini appena un po’ asciuganti.  È coerente il finale fruttato.