Taglio Bordolese

Taglio Bordolese: cos’è, vitigni e caratteristiche di uno stile di vino

Dal Cabernet Sauvignon al Merlot, dal Cabernet Franc al Petit Verdot: storia, caratteristiche e interpretazioni del Taglio Bordolese, da Bordeaux al resto del mondo.

Quando parliamo di Taglio Bordolese, pensiamo immediatamente a un vino rosso ottenuto dall’assemblaggio di alcuni dei principali vitigni originari di Bordeaux: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Carménère e Malbec.

Ma questa definizione, per quanto corretta, non racconta tutto.

Il Taglio Bordolese non è infatti soltanto un uvaggio. È diventato anche un preciso stile di vino e, in un certo senso, un’idea di vino: un rosso intenso, strutturato, ricco di colore e di profumi, spesso affinato in legno, caratterizzato da una componente tannica importante e generalmente dotato di un buon potenziale di evoluzione.

È proprio questa duplice natura – assemblaggio e stile – che rende il Taglio Bordolese un tema particolarmente interessante da degustare e approfondire.

Che cos’è il Taglio Bordolese?

Il Taglio Bordolese è un assemblaggio realizzato utilizzando uno o più vitigni tradizionalmente associati alla regione di Bordeaux.

I principali sono:

  • Cabernet Sauvignon
  • Merlot
  • Cabernet Franc
  • Petit Verdot
  • Carménère
  • Malbec

Non esiste però una ricetta universale.

Non è necessario che siano presenti tutti questi vitigni e non esiste una percentuale minima o massima che permetta di definire automaticamente un vino come Taglio Bordolese.

Fuori da Bordeaux, infatti, le combinazioni possono essere estremamente libere: possiamo trovare Cabernet Sauvignon e Merlot insieme, Cabernet Franc e Merlot, oppure anche vini ottenuti da una sola di queste varietà.

Anche per questo motivo, “Taglio Bordolese” non è una denominazione geografica e non è una dicitura che normalmente troviamo in etichetta.

Possiamo trovare il nome dei vitigni, una denominazione di origine oppure un nome di fantasia.

Taglio Bordolese: un uvaggio ma anche un’idea di vino

È questo, probabilmente, l’aspetto più interessante del concetto.

Se diciamo “Taglio Bordolese”, anche senza conoscere la provenienza del vino, abbiamo già una certa aspettativa.

Ci aspettiamo un colore intenso, profumi concentrati, frutto generalmente scuro, possibili note erbacee e speziate, una componente tostata legata al legno e, al palato, struttura, persistenza e tannini.

Difficilmente immaginiamo un vino sottile e leggero.

Il Taglio Bordolese porta quindi con sé una precisa idea stilistica.

Come ho sottolineato durante la degustazione, è un uvaggio, ma è anche un’idea di vino.

Ed è proprio questa caratteristica ad averne favorito la diffusione internazionale.

Perché il Taglio Bordolese è così diffuso nel mondo?

Per comprendere il successo dei vitigni bordolesi bisogna guardare anche alla storia.

Bordeaux è stata per secoli una delle grandi protagoniste del commercio internazionale del vino. I suoi vini hanno raggiunto molto presto i mercati esteri, contribuendo a diffondere nel mondo non soltanto il nome di Bordeaux, ma anche un modello di vino rosso.

I vitigni bordolesi hanno seguito questa espansione.

Oggi Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e gli altri vitigni del gruppo sono coltivati in moltissime aree viticole del mondo.

Li troviamo in Europa, in California, in Australia, in Sud America e in numerosi altri Paesi.

Sono diventati, non a caso, vitigni internazionali.

La loro diffusione è legata anche alla loro forte identità varietale: pur modificandosi in funzione del territorio, del clima e dell’annata, riescono a conservare caratteristiche riconoscibili.

Che differenza c’è tra Taglio Bordolese e Bordeaux?

È importante non confondere i due concetti.

Bordeaux è una regione vitivinicola francese e identifica vini prodotti all’interno di un determinato territorio secondo specifiche denominazioni e disciplinari.

Taglio Bordolese, invece, è un’espressione utilizzata per descrivere un assemblaggio o uno stile basato sui principali vitigni bordolesi, indipendentemente dal luogo in cui il vino viene prodotto.

Un Taglio Bordolese può quindi essere prodotto in Toscana, California, Australia, Cile o in molti altri territori.

In altre parole:

Non tutti i Tagli Bordolesi sono Bordeaux e non tutti i vini di Bordeaux sono uguali tra loro.

Taglio Bordolese a Bordeaux: il ruolo del territorio

A Bordeaux i rapporti tra le diverse varietà non sono casuali.

Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc rappresentano la parte largamente predominante delle uve a bacca nera, mentre Petit Verdot, Carménère e Malbec hanno oggi un ruolo molto più marginale.

La composizione degli assemblaggi varia soprattutto in funzione del territorio.

Nel Médoc, e in particolare nelle aree più vocate della riva sinistra, il Cabernet Sauvignon assume un ruolo importante. I terreni ricchi di ciottoli favoriscono il drenaggio e contribuiscono a trattenere il calore, condizioni favorevoli alla maturazione di una varietà tardiva come il Cabernet Sauvignon.

Sulla riva destra, invece, il protagonista è generalmente il Merlot, accompagnato dal Cabernet Franc.

Il risultato è che lo stesso concetto di Taglio Bordolese può assumere caratteristiche molto diverse anche all’interno della stessa Bordeaux.

I principali vitigni del Taglio Bordolese

Cabernet Sauvignon

Il Cabernet Sauvignon è oggi il vitigno più diffuso al mondo tra quelli di origine bordolese.

La sua origine è particolarmente interessante: è il risultato di un incrocio spontaneo tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc, scoperto attraverso l’analisi genetica del DNA.

È una varietà tardiva, che necessita di calore e luce per raggiungere una completa maturazione.

Nel bicchiere porta generalmente colore, struttura, tannino e concentrazione.

I suoi piccoli acini e la buccia spessa contribuiscono alla ricchezza polifenolica e rendono il Cabernet Sauvignon particolarmente adatto a macerazioni importanti e a lunghi affinamenti.

È inoltre una delle varietà più predisposte alla longevità.

Da giovane può apparire austero e poco espressivo; con il tempo sviluppa profumi più complessi e profondi.

Il rapporto con il legno è un altro elemento importante. Il Cabernet Sauvignon si integra particolarmente bene con l’affinamento in barrique, contribuendo allo sviluppo di note balsamiche, speziate, tostate e di tabacco.

Tra le aree più celebri per il Cabernet Sauvignon troviamo il Médoc e Pessac-Léognan a Bordeaux, Bolgheri in Toscana, Napa Valley e Sonoma in California, oltre a importanti aree produttive in Australia e in altri Paesi.

Merlot

Il Merlot è il grande protagonista della riva destra di Bordeaux e rappresenta una delle varietà più diffuse al mondo.

Rispetto al Cabernet Sauvignon è più precoce sia nel germogliamento sia nella maturazione.

È una delle ragioni che ne hanno favorito la diffusione internazionale.

Il Merlot porta generalmente colore, frutto e polpa, con una sensazione tannica più morbida e vellutata rispetto al Cabernet Sauvignon.

La sua versatilità è però ancora più interessante.

Può dare vini semplici e immediatamente fruttati, ma nelle migliori interpretazioni può raggiungere livelli straordinari di complessità.

A Bordeaux esistono infatti grandi vini a base di Merlot anche in percentuali elevatissime, fino alla purezza varietale.

Anche in Italia il Merlot ha trovato importanti interpretazioni, in particolare in Toscana.

Cabernet Franc

Il Cabernet Franc è il più antico dei principali vitigni bordolesi e ha un ruolo genetico fondamentale nella famiglia dei Cabernet.

Rispetto al Cabernet Sauvignon tende a offrire maggiore freschezza, acidità e una componente tannica meno imponente.

Il suo profilo aromatico può essere caratterizzato da note erbacee e vegetali, legate anche alla presenza delle pirazine.

A Bordeaux è particolarmente importante sulla riva destra, dove può raggiungere percentuali significative negli assemblaggi.

Ma il Cabernet Franc ha trovato ottime espressioni anche fuori dalla Francia.

La Toscana costiera è oggi considerata una delle aree italiane più interessanti per questa varietà, mentre nella Valle della Loira il Cabernet Franc viene spesso vinificato in purezza.

Petit Verdot

Il Petit Verdot è probabilmente il più difficile da gestire tra i principali vitigni bordolesi.

È molto tardivo e a Bordeaux non sempre riesce a raggiungere una maturazione completa.

Quando però la maturazione è ottimale, può apportare colore, concentrazione, acidità, struttura e tannino.

Il problema è che un Petit Verdot non perfettamente maturo può mostrare una componente vegetale molto marcata e tannini duri e astringenti.

Per questo a Bordeaux viene generalmente utilizzato in piccole percentuali.

In territori più caldi, come la Toscana, la situazione cambia e il vitigno può raggiungere una maturazione più completa, arrivando anche a essere vinificato in purezza.

Carménère

Il Carménère è il grande dimenticato di Bordeaux.

Un tempo era molto più presente negli assemblaggi bordolesi, ma dopo la fillossera venne progressivamente abbandonato, anche a causa della sua maturazione tardiva e delle rese relativamente basse.

Oggi il suo nome è soprattutto associato al Cile, dove ha trovato condizioni climatiche più favorevoli e si è trasformato in uno dei vitigni simbolo del Paese.

Nel vino può offrire colore intenso, struttura, acidità e complessità aromatica.

Malbec

Il Malbec è oggi quasi scomparso da Bordeaux, ma rappresenta un altro esempio della capacità dei vitigni bordolesi di trovare una nuova identità fuori dalla regione d’origine.

La sua storia dimostra come un vitigno possa diventare marginale nel proprio territorio storico e assumere invece un ruolo molto più importante in altre aree viticole.


Il Taglio Bordolese in Italia

L’Italia rappresenta uno dei Paesi in cui il modello bordolese ha trovato alcune delle interpretazioni più interessanti.

La Toscana, in particolare, è diventata un territorio di riferimento per Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.

La costa toscana ha dimostrato una particolare vocazione per Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, mentre il Merlot ha trovato numerose interpretazioni anche nelle zone interne.

Questa diffusione ha avuto un ruolo importante nella nascita e nell’affermazione dei cosiddetti Supertuscan, vini che hanno contribuito a modificare profondamente l’immagine del vino toscano nel mondo.

Ed è proprio qui che il concetto di Taglio Bordolese diventa particolarmente interessante.

Quando Cabernet Sauvignon, Merlot o Cabernet Franc vengono coltivati in Toscana, non producono semplicemente una copia dei vini di Bordeaux.

Il territorio, il clima mediterraneo, i suoli e le scelte dei produttori modificano profondamente l’espressione delle varietà.

È quindi possibile partire dagli stessi vitigni per arrivare a vini molto diversi.

Taglio Bordolese e affinamento in legno

Nell’immaginario del Taglio Bordolese il legno occupa un posto importante.

Non è soltanto una scelta tecnica: nel tempo è diventato parte dello stile.

Cabernet Sauvignon e Merlot, in particolare, possono dialogare molto bene con l’affinamento in barrique.

Il legno può contribuire alla struttura aromatica del vino con note di vaniglia, spezie, tostatura, cacao, tabacco e sfumature balsamiche, integrandosi con il frutto e con la componente tannica.

Ma il legno non deve essere considerato un elemento obbligatorio.

Il vero obiettivo dell’affinamento è trovare un equilibrio fra frutto, tannino, acidità, struttura e complessità.

Il potenziale di invecchiamento

Un altro elemento associato al Taglio Bordolese è la longevità.

Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, quando provenienti da territori vocati e da annate favorevoli, possono dare vini capaci di evolvere per molti anni.

Il Cabernet Sauvignon, in particolare, è una delle varietà che più beneficiano del tempo.

Con l’affinamento il frutto primario lascia spazio a un bouquet più complesso, nel quale possono comparire note balsamiche, speziate, di tabacco e di evoluzione.

È anche per questo che i grandi vini bordolesi sono considerati tra i rossi più longevi al mondo.


Perché il Taglio Bordolese è ancora così importante?

La risposta sta probabilmente nella sua straordinaria capacità di adattamento.

Gli stessi vitigni possono essere interpretati in territori molto diversi, mantenendo però una riconoscibilità di fondo.

Il Cabernet Sauvignon porta struttura e tannino.

Il Merlot porta frutto, polpa e morbidezza.

Il Cabernet Franc aggiunge freschezza e componente aromatica.

Il Petit Verdot contribuisce con concentrazione e struttura.

Carménère e Malbec completano il quadro con caratteristiche proprie.

L’assemblaggio permette quindi al produttore di costruire un vino, modulando le diverse componenti.

Ma il Taglio Bordolese è diventato qualcosa di ancora più grande: un modello internazionale di vino rosso.

Conclusione

Il Taglio Bordolese nasce a Bordeaux, ma oggi appartiene al mondo.

È un concetto che supera i confini geografici e che mette insieme vitigni, territorio, clima, tecnica di vinificazione e capacità di assemblaggio.

Soprattutto, è un modo di concepire il vino.

Quando diciamo Taglio Bordolese non pensiamo soltanto a Cabernet Sauvignon, Merlot o Cabernet Franc. Pensiamo a un vino intenso, strutturato, profondo, tannico, complesso e capace di evolvere nel tempo.

Ed è proprio questo il motivo per cui il Taglio Bordolese continua a essere uno dei temi più interessanti da affrontare attraverso la degustazione.

Perché dietro una stessa famiglia di vitigni si nascondono infinite interpretazioni.

E il modo migliore per comprenderle è, ancora una volta, metterle nel bicchiere.


FAQ sul Taglio Bordolese

Che cos’è il Taglio Bordolese?

Il Taglio Bordolese è un assemblaggio realizzato con uno o più vitigni tradizionalmente associati a Bordeaux, principalmente Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, ai quali possono aggiungersi Petit Verdot, Carménère e Malbec.

Quali sono i vitigni del Taglio Bordolese?

I principali vitigni bordolesi sono Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Carménère e Malbec. Non esiste però una composizione obbligatoria per definire un vino come Taglio Bordolese.

Il Taglio Bordolese viene prodotto solo a Bordeaux?

No. Il termine descrive un assemblaggio o uno stile legato ai vitigni bordolesi e può essere utilizzato per vini prodotti in molti Paesi del mondo.

Qual è la differenza tra Bordeaux e Taglio Bordolese?

Bordeaux è una regione vitivinicola francese e identifica vini prodotti secondo specifiche denominazioni. Taglio Bordolese è invece un concetto legato soprattutto ai vitigni e allo stile del vino e non identifica necessariamente una provenienza geografica.

Quali sono le caratteristiche di un Taglio Bordolese?

In genere si tratta di vini rossi strutturati, intensi e persistenti, con colore profondo, frutto scuro, possibile componente erbacea e speziata, tannini presenti e spesso affinamento in legno. Le caratteristiche cambiano naturalmente in funzione di vitigni, territorio e annata.

Il Taglio Bordolese può essere prodotto in Italia?

Sì. In particolare la Toscana ha sviluppato importanti interpretazioni di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, sia in assemblaggio sia in purezza.

Altri articoli