Vigna del Capannino di Bibbiano, un Brunello nel Chianti Classico

Vigna del Capannino di Bibbiano, un Brunello nel Chianti Classico

Fra i comuni che ricadono nel perimetro della DOCG del Chianti Classico, Castellina in Chianti è secondo solo a Greve e la maggior parte dei vigneti di Castellina (salvo qualche eccezione) si affaccia su una grandissima conca rivolta verso ovest con variabilità di terreni, esposizioni e quote altimetriche. Si passa infatti dai 600 m del crinale, su cui sorge il paese di Castellina, fino ai 200 m avvicinandosi alla superstrada Firenze-Siena.

Bibbiano

A circa 300 m di altitudine di questo versante si trova Bibbiano, affacciato sulla Val d’Elsa. La morfologia delle colline qui è piuttosto dolce e nel suolo prevale l’argilla. Rispetto alla parte più orientale del Chianti, i suoli sedimentari qui hanno origine più recente (pliocenica) con argilla in superficie e roccia alberese nel sottosuolo.

Come toponimo, Bibbiano ha una storia millenaria: da antico castello medievale diviene podere agricolo, viene acquisito da enti ecclesiastici e fra il 1500 e il 1750 contribuisce al sostentamento dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze. Dopo alcuni passaggi di proprietà è in mano alla famiglia Marzi dal 1865. I fratelli Tommaso e Federico Marrocchesi Marzi, oggi al timone, producono Chianti Classico da 25 ettari di vigneto gestiti con agricoltura biologica.

Non hanno mai ceduto al fascino dei vitigni internazionali, coltivando soltanto vitigni autoctoni, sangiovese su tutti, e hanno conservato tini in cemento per le fermentazioni e botti grandi per le maturazioni dei vini.

Vigna del Capannino

I vigneti di Bibbiano si estendono intorno alla cantina su due versanti. Il versante rivolto a nord-est, verso il paese di Castellina, è più fresco, mentre quello rivolto a sud-ovest, verso Monteriggioni, è più caldo e soleggiato. In questo versante già dal dopoguerra si è individuato un vigneto che dà vini particolarmente ricchi: la Vigna del Capannino. Se fossimo in Borgogna si direbbe un Gran Cru: un singolo appezzamento di vigneto di 4,5 ettari in pendenza lieve (300 – 250 m), baciato dal sole del pomeriggio, che sviluppa temperature medie durante l’anno maggiori di altre vigne del Chianti. Anzi, le temperature sono le stesse del versante meridionale di Montalcino e anche il suolo argilloso è simile a quello di questo versante di Montalcino.

Vigna del Capannino

Fra i collaboratori dell’azienda ha avuto un ruolo fondamentale Giulio Gambelli, grandissimo conoscitore del sangiovese, che ha seguito personalmente oltre 60 vendemmie di Bibbiano. Fu proprio Gambelli a credere nel potenziale della Vigna del Capannino e decise già negli anni ’50 di piantarci marze di sangiovese provenienti da Montalcino. Nel 2009 il vigneto è stato ricostruito con lo stesso materiale genetico, ma con nuovi portainnesto (adatti all’argilla) e densità di 5000 ceppi per ettaro.

Targa commemorativa sulla parete esterna della cantina di Bibbiano

Il Chianti Classico Vigna del Capannino è un Chianti Classico strutturato, che beneficia di tutto il sole del pomeriggio e raggiunge spesso livelli alti di alcol, che lo rendono potente e ricco di personalità.

Degustazione di Vigna del Capannino Chianti Classico Gran Selezione 2011 – Bibbiano

Degustato nell’aprile 2020, il vino mostra un evidente carattere evoluto sia alla vista, con tonalità rosso granato fitto, che al naso, ricco di terziari.

L’annata particolarmente calda sembra aver accelerato l’evoluzione. Fra i profumi domina la componente fruttata, che mette in evidenza mirtilli disidratati e in confettura, prugna essiccata e ciliegia sotto spirito. Si arricchisce con accenni di macchia mediterranea e di erbe essiccate, quasi di paglia o di juta oltre, al tabacco. Non gli mancano tratti speziati di cacao e liquirizia ed infine un ricordo di sottobosco.

L’assaggio è coerente; prevalgono l’avvolgenza dell’alcol e la morbidezza, assecondata da tannini completamente integrati. Freschezza e sapidità garantiscono un equilibrio perfetto. Ha notevole struttura ed un gusto fruttato maturo, che si mantiene a lungo in bocca con aromi di ciliegia sotto spirito e di arancia rossa.

Intensità degli aromi, struttura e morbidezza lo rendono ideale per grandi arrosti saporiti.

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