I Balzini White Label 1998.

I Balzini White Label 1998.

(Recensione scritta per il blog www.ilsalottodelvino.it)

In un territorio di confine fra il Chianti Classico e la Val d’Elsa, equidistante da Firenze e Siena, con vista sulla splendida città di San Gimignano e le sue torri, da quasi 40 anni Vincenzo D’Isanto, affiancato successivamente dalla moglie Antonellae più recentemente dalla figlia Diana, dà vita a vini longevi ed eleganti. La produzione nasce sulla base di un progetto preciso con un obiettivo chiaro fin dall’inizio: puntare alla massima qualità, sulla scia del cosiddetto rinascimento enologico che ha coinvolto e stravolto la produzione di vino in Toscana a partire dagli anni ’70.

Il terreno dei vigneti consiste in un ex fondale marino, che ha una morfologia a balze ed è ricchissimo di fossili calcarei di ostriche preistoriche fra strati di argille e sabbie gialle plioceniche. In questo contesto, che si distingue da quello chiantigiano, insieme a Giulio Gambelli, uomo del Sangiovese e della tradizione per antonomasia, fu deciso di coltivare varietà bordolesi, ormai sdoganate in Toscana dall’avvento dei cosiddetti Supertuscan. L’idea profonda di questa scelta non fu tanto quella di seguire una moda passeggera, quanto quella di trovare i vitigni che fossero capaci di esprimere al meglio la potenzialità di un terroir vocato, baciato dal sole, in un ambiente incontaminato e ricco di storia.

I vini de I Balzini, che con la fantasia della famiglia D’Isanto prendono nomi di colori, sono vini territoriali, in cui Cabernet sauvignon, Merlot e Sangiovese diventano interpreti delle caratteristiche naturali del vigneto e del territorio in cui questo cresce e si sviluppa. Hanno il carattere di struttura e complessità importanti, che li rende tipicamente toscani e, come tutti i grandi vini toscani, beneficiano dell’affinamento in legno e in bottiglia, anzi fanno del tempo un elemento fondamentale della loro crescita, come dimostra l’annata 1998 de I Balzini White Label degustata pochi giorni fa (marzo 2019).

I Balzini White Label 1998 IGT Colli della Toscana Centrale

È un blend di SangioveseCabernet Sauvignonin parti pressoché uguali, coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica e raccolti e selezionati a mano, dopo un’opera di diradamento che abbassa la resa complessiva. Il vino fermenta in tini di acciaio a temperatura controllata e dopo la fermentazione malolattica matura per un anno in barriquefrancesi di media tostatura.

Appena versato il vino nel bicchiere, colpisce la tenuta del colore, che ha ancora una trama fitta ed una tonalità, che il tempo ha fatto virare sul rosso granato, mantenendo il bordo luminoso e appena schiarito. Anche il naso si è evoluto senza perdere intensità, anzi si manifesta con pronunciate note di frutta in confettura e composta, ricordando ciliegia, prugna e scorza d’arancio. Girando il vino nel bicchiere si mescolano i profumi fruttati con quelli delle spezie e del tabacco. Ci rapisce poi la ricchezza di essenze balsamiche, che accompagnano la sensazione più materica della carne. È un turbinio di profumi che si aprono con un’immensità di sfumature, che solo il tempo riesce a creare.

In bocca la prima impressione è data dalla freschezza scattante del sangiovese, che è assolutamente riconoscibile. I tannini dettano la linea elevandosi a centro bocca; sono maturi e gustosi e hanno una trama vellutata e consistente, che dà corpo al vino e ne determina il volume gustativo, con il complice ruolo dell’acidità. Il vino al gusto dimostra di avere grinta, grazie anche alla mineralità del sapore, alla sua salinità ed infine aromi balsamici e fruttati sono protagonisti di una lunga chiusura asciutta.

Non sono molti i vini che dopo 20 anni riescono a mantenere l’integrità degli aromi e la vivacità del gusto. Questo I Balzini White Label 1998 è un ventenne che porta benissimo i suoi anni!

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