Sei grande, grande, grande. Il Montepulciano d’Abruzzo Cocciapazza di Torre dei Beati.

Sei grande, grande, grande. Il Montepulciano d’Abruzzo Cocciapazza di Torre dei Beati.

Una bottiglia dimenticata per qualche anno in casa mi ha illuminato sul Montepulciano d’Abruzzo. Non che non lo conoscessi o che non lo avessi apprezzato in passato. Al contrario, più volte ho degustato anche in batteria i più rinomati Montepulciano d’Abruzzo, provenienti dai vari territori della regione, ma solitamente a pochi anni dalla vendemmia e con un’atteggiamento indagatorio e didattico più che edonistico.

Invece mi è capitato di stappare una bottiglia di Montepulciano d’Abruzzo di 8 anni, certo non un periodo lunghissimo, ma comunque un traguardo importante che non tutti i vini riescono a superare con soddisfazione. Ebbene il Cocciapazza del 2012 dell’azienda biologica Torre dei Beati si è dimostrato dopo 8 anni dalla vendemmia un grandissimo vino. Quello che mi ha colpito è la grande ampiezza olfattiva e, ancor di più, la perfetta tenuta degli aromi, vivi, sviluppati, ma per niente stanchi – come per altro mi aveva già anticipato il colore profondo, virante al granato ovviamente, ma ancora estremamente luminoso. Prevale ancora l’insieme dei profumi fruttati, mentre le sensazioni fruttate, floreali e balsamiche si sviluppano a corredo, quasi avessero trovato una loro collocazione nel ventaglio aromatico lasciando a cieligia, mora, amarena mature il ruolo di primo piano.

All’assaggio coniuga perfettamente morbidezza e mineralità con una trama soffice dei tannini che assicurano pienezza gustativa e bilanciano l’avvolgenza calorica, che passa in secondo piano. Il Cocciapazza regala un sorso equilibrato, voluminoso e allo stesso tempo agile e scorrevole, che invita alla beva grazie alla sua vena sapida che annienta ogni cedevolezza delle morbidezze. Il tempo in bottiglia ha collocato nella giusta posizione ogni elemento del gusto come del profumo, regalando grande soddisfazione nella beva.

La maturazione in barrique nuove è un lontano ricordo, in quanto non si percepisce nessuna tostatura o nota vanigliata in eccesso. La coltivazione biologica del vigneto probabilmente è alla base della qualità delle uve di montepulciano di Torre dei Beati nel comune di Loreto Aprutino (provincia di Pescara).

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